Ri_falla

Reply
Koyanisquaatsi
view post Posted on 20/10/2009, 20:27Quote
Avatar

Advanced Member

Group: Member
Posts: 134


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 10:02


Il proprio posto al mondo.
Il proprio ruolo.
Nel disordine.

C'è chi studia le dinamiche delle grandi masse: persone, molecole, fluidi, pianeti, automobili.
Cercano una logica, un ordine, nei moti giganteschi e apparentemente disordinati.

(Apparentemente?)

Pare che nelle folle oceaniche di certi pellegrinaggi ci scappino, spesso, centinaia di morti.
Pare che osservando dall'alto la scena, il tutto nasca come nasce un'onda: l' "oceano", in un determinato punto, si increspa, si agita, si alza, si infrange e infine si ritira lasciando sull'asfalto, corpi come fossero conchiglie, calpestate.

Di chi?
Chi sono?

Vittime collaterali? Occasionali? Contingenti o necessarie? Prescelte? Casuali? Causali?
Perché loro? Perché proprio loro e non altri?

Era quello il loro ruolo, in quel disordine?

Pare che in quelle situazioni, sia sufficiente che un pellegrino si chini a sistemarsi un sandalo e... da lì prende il via la strage: un leggero rinculo di chi lo segue sfoga, più in là, l'onda anomala e a centinaia di metri, dopo pochi minuti, qualcuno muore, schiacciato, come una mosca.

Per un saldalo.

Com'è? ... "il battito delle ali d'una farfalla in Cina provoca un uragano in California?"
Qualcosa del genere. Ma anche no. Non sempre. Non tutte le volte che una farfalla sbatte le ali in Cina si abbatte un uragano sulla California. O in Florida. Non tutti i sandali si slacciano lungo la strada per la Mecca e non tutti i sandali che si slacciano, lungo la strada per la Mecca, provocano una strage.

Ma può capitare.
E' capitato.
Capiterà ancora.

Caso? Caos?

Ecco! C'è chi studia questi fenomen, il disordine, apparente, e ne rintraccia serie di cause ed effetti; ne ricava formule, algoritmi, regole.

E il disordine appare più ordinato.
E dio più umano.

E l'umano... divino?
Nel momento in cui l'uomo comprende la realtà... .
Nel momento in cui l'uomo modifica la realtà, compresa, è divino? Mangia il frutto della conoscenza? Il frutto che lo rende simile a dio? Al creatore?

L'uomo, che crea architetture e ingegnerie,
strade che sopportino lo slacciarsi di un sandalo,
barriere che arrestino il battito d'ala di una farfalla,
quest'uomo,
creatore,
è dio?

Quando l'uomo comprende la semplicità del disordine è dio? E, come dio, salva?

Salverà anche me?

Studiando il traffico,
il fluire disordinato delle vostre automobili,
partendo dalle origini del vostro fluire,
dal perché quel mattino, salirete sulle voste automobili, per imbottigliarvi nel traffico, come ogni mattina,
per andare dove, in risposta a chissà quale vostro istinto o bisogno,
considerando chissà quale altro elemento possa determinare la vostra intenzione,
decidere la vostra velocità e gli scarti della vostra direzione,
studiando il traffico, l'uomo, comprenderà?
Permetterà all'ambulanza di arrivare in tempo?

Qual'è, il mio ruolo, in questo disordine?
 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 23/10/2009, 19:40Quote
Avatar

Advanced Member

Group: Member
Posts: 134


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 10:02


Come un lampione.

Decisamente meno alto. Certo.
E meno acceso.
Ma per il resto sembro proprio un lampione:
fisso e indifferente al traffico.

Su questo marciapiede.

Su questo marciapiede mi sento ridicolo.
Come uomo e come lampione.
Qui, immobile, su questo marciapiede.

Ridicolo

Come se... .
Come se indossassi un colbacco.

E mi conto le dita.
Ripasso i pensieri
e una lezione che non mi riesce d'imparare.

Fisso, immobile e ridicolo.

E indifferente al traffico.

Indifferente al traffico e ai passanti: un ubriaco mi chiede l'ora; gli rispondo troppo tardi; sta già chiedendo ad un altro lampione.

Per nulla reattivo.

Ci sono bradipi morti dai riflessi più pronti.
Io, a malapena, riesco a evitare che i cani mi piscino sulle scarpe.

A proposito, il mio cane!
Avrei dovuto portarlo con me.
A quest'ora mi avrà fatto la pipì sul tappeto dell'ingresso.

L'avessi portato con me, ora, sembrerei almeno un tale con un cane.
Non un idiota con il colbacco.
E non avrei il tappeto da portare in tintoria.

E poi lui,
il mio cane,
forse saprebbe portarmi via da qui,
qui dove sto da ore,
per ore da giorni,
indifferente al traffico e a tutto il resto.

Indifferente a tutto ciò che non potrebbe mai apparire alla tua finestra.

Ti faccio ridere?

Dev'essere per il colbacco!

 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 24/10/2009, 16:24Quote
Avatar

Advanced Member

Group: Member
Posts: 134


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 10:02


I continenti si muovono. Grandioso. Pare che i continenti si stiano avvicinando. O allontanando. Non ricordo. E pare che si avvicinino, o allontanino, di ben due centimetri all'anno. Forse, però, sono due centimetri ogni secolo. Non saprei bene, ora. Ma al di là del verso e della velocità di marcia... i continenti si muovono. Si spostano. Pare che uno di questi giorni, o anni, o secoli, si strapperanno. Perdio! E io vorrei esserci. Quel giorno, io vorrei proprio esserci.

E vorrei sentire quel boato sordo, preceduto da un volo furioso di uccelli disperati, dal rimbalzare di milioni di pesci sullo specchio infranto degli oceani, da lampi (immagino lampi) di un chiarore magnetico e sullo sfondo... nuvole color petrolio. E immagino una folla di insetti e di umani, scontrarsi confusi e agitati, pressati, nella schiuma di una bottiglia rovesciata nel cesso. Perdio! Come vorrei esserci! E osservare l'intero pianeta sprofondare sotto il peso del suo stesso vuoto, insostenibile. E finalmente, vedere la perfezione, nella sua unica declinazione ormai possibile: la fine.
 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 27/10/2009, 21:02Quote
Avatar

Advanced Member

Group: Member
Posts: 134


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 10:02


Ho dimenticato il portafogli nello svuota tasche.
Ieri, le chiavi nella toppa.
Il giorno prima ho dimenticato le spalle nel cappotto.
Una volta ho perfino scordato le mani nelle tasche e lì sarebbero rimaste fino a chissà quando, se solo fossi riuscito a usare comunque l'accendino.
L'accendino l'ho dimenticato nel pacchetto di sigarette. Le sigarette, sulla scrivania in ufficio, poi ho dimenticato dove lavoro e mi son messo in ferie per un mese.
Dopo una settimana mi sono dimenticato di essere in ferie e sono tornato al lavoro, mi sono seduto alla scrivania e mi sono acceso una sigaretta.
E ho pensato che dimentico ogni cosa.
A volte dimentico chi sono.
A volte dimentico anche te.

E quella volta che ho dimenticato i denti attaccati allo spazzolino?
Oggi ho scordato i piedi nelle scarpe e la macchina al parcheggio.
Già, ma in quale parcheggio?
Va be', torno a casa a piedi.
Sì ma... senza piedi, non è una passeggiata.

E poi mi sono scordato dove andare e mi ritrovo qui, su questo marciapiede, a cercare di ricordare un perché dovrei attraversare.

Dimentico ogni cosa.
Persino chi sono.
E, a volte, dimentico anche te.

Una volta ti ho lasciata al ristorante, con la mancia per il cameriere.
La volta prima ti ho dimenticata, con l'orologio, sul comodino d'un Motel.
L'ultima volta ti ho persa su un treno, insieme al mio ombrello.


A volte ho perso anche me.
Ma a te... ti ho sempre ritrovata.

Lo so, è disarmante.
La mia sbadataggine è disarmante.

Lo sei anche tu, disarmante.
Sono disarmato, infatti.

Devo aver scordato la pistola, amore mio.

 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 31/10/2009, 19:05Quote
Avatar

Advanced Member

Group: Member
Posts: 134


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 10:02


Io sono un turista americano.
Tu sei strada, piazza, mai museo.
Comunque mèta.
Bella come Roma a Venezia.
Ho dimenticato la mia malizia in albergo.
Cammino ingenuo, senza guida:
mi spinge meraviglia
e vago, mi godo il sole, il mio stupore e l'Europa.

E l'Europa sei tu.

Edited by emme(se possibile) - 18/11/2009, 21:19
 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 7/11/2009, 16:59Quote
Avatar

Advanced Member

Group: Member
Posts: 134


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 10:02


ho costruito una casa
per te
puoi abitarla se vuoi

se vuoi,
puoi passarci anche solo l'inverno

io...

io lì t'amerò distratta

Edited by emme(se possibile) - 15/11/2009, 15:42
 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 8/11/2009, 18:48Quote
Avatar

Advanced Member

Group: Member
Posts: 134


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 10:02


Ora che ci penso... potresti anche arrivare in anticipo. Mio dio! In quel caso io sarei in ritardo! E se tu arrivassi in largo anticipo? Tu potresti anche arrivare con largo anticipo ed io, a quel punto... a quel punto, io, sarei terribilmente in ritardo. No! No! Non me lo perdonerei mai: io in ritardo, proprio con te. No. No. Eppure è possibile. Addirittura probabile, forse. Basterebbe tu fossi in anticipo ed io sarei, imperdonabilmente, in ritardo.

Se, per ipotesi, fosse domani, il giorno, e metti che invece di domani tu ti presentassi già oggi. Busseresti alla mia porta aspettandoti da me, quantomeno, un'accoglienza adeguata. Ti aspetteresti di trovarmi... , magari un pò sorpreso, ma adeguato. Così t'immagineresti di trovarmi. Ed invece? Metti fosse oggi. Metti fosse ora.

Mi troveresti in mutande, scalzo e con la barba d'una settimana. Mi troveresti sporco, spettinato e sfatto come il letto. Troveresti piatti, bicchieri e tazzine, sporchi, ovunque e non saprei nemmeno come fare ad offrirti qualcosa da bere, un caffè, un tè. Se è per questo non ho nemmeno il tè nella dispensa, non ho nulla di buono in fresco né qualcosa di dolce, dei cioccolatini, dei biscotti, nulla. E poi dovrei spostare i miei vestiti dalla poltrona prima d'invitarti a sedere, dovrei prima alzare le tapparelle e fare un pò di luce, di più! ... dovrei spalancare le finestre e far entrare un po' d'aria, cambiare l'aria viziata di piscio e fumo, svuotare le cicche dal posacenere, far uscire il gatto, cambiargli la sabbia, farlo castrare, dare un'imbiancata, cambiare le tende, far lavare la macchina, portarla dal carrozziere, prenderne una nuova, in leasing, cucinarti qualcosa, qualcosa di francese, imparare a cucinare, trovare un ristorante carino, bello, il migliore, magari in collina, al mare, trovare argomenti brillanti, interessanti, prepararmi a sostenere una conversazione, quattro parole, due chiacchiere e avere uno straccio di argomento, un viaggio, ecco si, dovrei parlarti dei viaggi che ho fatto, sto per fare, farei, farò, ecco, devo fare un viaggio, comprare souvenirs, farmi dei ricordi, nuovi soprammobili, quadri, fare foto, imparare a fare foto, comprare una macchina fotografica e imparare ad usarla bene e fare belle foto, e poi i libri, devo leggere libri, devo comprare libri, magari lggerli, quasi, smettere di guardare la tv, andare a teatro, concerti, mostre, leggere un quotidiano, un settimanale, un mensile, farmi una cultura ed aggiornarmi, prepararmi e stare pronto, pulito e pronto, vestito, vestito bene e pronto, stare pronto, devo fare tutte queste cose, già oggi e stare pronto, stare pronto, stare pronto che...

che tu potresti arrivare.

Perfino in anticipo.

Anche ora o , ad esempio, ora.

Ora che non ti stavo aspettando. E potresti trovarmi che... che non ti stavo aspettando.

Potresti arrivare in anticipo. In largo anticipo. Bussare alla porta e... trovarmi così. Così come sono ora e dirmi: "non mi aspettavi?".

Ed io... io sarei in ritardo.

Drammaticamente in ritardo.

Come se non ti stessi aspettando.

Come se non ti stessi aspettando anche ora. Come se non t'aspettassi sempre. Da sempre. Come se non avessi fatto altro che aspettarti e aspettarti al punto che avrei fatto meglio a smettere; smettere d'aspettarti e non aspettarti più. Smettere di stare pronto, di prepararmi, finendo col lasciarmi un po' andare, cadere un po' giù, peggiorare, chiudermi un po' e poi escludermi, escludere, escludere, escludere... anche la sola ipotesi, finmo ad escluderti, persino come ipotesi.

Bussano alla porta.



Fanculo (sarà il postino).

Edited by emme(se possibile) - 8/11/2009, 19:09
 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 15/11/2009, 16:06Quote
Avatar

Advanced Member

Group: Member
Posts: 134


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 10:02


Questa città è un caleidoscopio smunto, di geometrie consunte che condividono un centro, attorno al quale ruotano,
ora lente, ora veloci; ora più veloci, mentre noi, lenti, le osserviamo; ora più lente, mentre noi, veloci, scorriamo e passiamo da una linea all'altra e ci perdiamo, tra i solchi che sono queste strade stanche, queste vie nascoste
alle finestre spente.

E' una città già vuota e ancora, noi, non la lasciamo.

Edited by emme(se possibile) - 26/11/2009, 20:59
 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 18/11/2009, 21:16Quote
Avatar

Advanced Member

Group: Member
Posts: 134


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 10:02


Esistono luoghi davvero tristi. Uno di questi luoghi è l'angolo del corridoio dove si trovano le macchinette delle merendine e delle bevande calde.

O fredde.

Ed esistono ore più tristi di altre. Una delle ore più tristi della giornata è la sera, terminate le visite, dopo la cena insipida consumata sul bordo del letto; fissando la finestra.

Non oltre.

All'angolo del corridoio, dove si trova la macchinetta delle merendine e delle bevande calde, la sera, passata l'ora delle visite e consumata, oramai, la cena insipida, bevo la mia cioccolata e penso.

Penso che la tristezza è nei luoghi, più di quanto non si creda. Nei luoghi e nelle ore. E resta, in certi luoghi, in certe ore, come... nell'aria. E ti si attacca addosso come un'umida afa estiva. E sono chissà quali sere, di chissà quanti, come me, qui, alla macchinetta del caffè, prima di me, che qui respiro.

E il dolore porta altro dolore.

 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 26/11/2009, 20:52Quote
Avatar

Advanced Member

Group: Member
Posts: 134


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 10:02


Non si dovrebbe scrivere quando si ha un umore come quello che ho stasera. Né telefonare. O prendere l'ascensore con il vicino di casa, far due chiacchiere con il barista, rispondere al citofono, aprire al testimone di Geova. E nemmeno chiedere informazioni ad un call center. Nulla. Con un umore del genere bisognerebbe bersi una tazza di latte caldo, corretto cognac e aspirine, e poi infilarsi nel letto a sudar via questa grama influenza umorale.

Invece scrivo.

Scrivo di questo mio umore nero che da tempo mi prende, come una ricaduta. Scrivo di quanto non mi piaccia nessuno e nessun posto al mondo e di come nessuno, in nessun posto al mondo, potrebbe mai piacermi. Nemmeno se fosse un altro, in un altro posto. Scrivo che così non va e che non potrebbe andare nemmeno altrimenti e quindi, la cosa peggiore che mi potrebbe capitare, è incontrare qualcuno intenzionato a voler cambiare la situazione, le circostanze, il proprio modo di fare o di essere. Così non va e non potrebbe andare nemmeno altrimenti quindi: lasciamo perdere!

Latte caldo, corretto cognac, due aspirine e infilarsi nel letto. A sudare tutto l'acido che c'è.

Dev'essere una questione chimica. Forse influenzata, in qualche modo, da un'alimentazione povera di vitamine. Poca frutta. Mangio troppo poca frutta. Dovrei avere un'arancia nel frigo. Preferirei un mandarino ma... di mandarini non ne ho. E comunque non mi piace la frutta. Le arance specialmente. Preferisco il cognac. Il latte, caldo o meno, mi è abbastanza indifferente. Le aspirine... male non fanno! E sudare! Che è sempre una soddisfazione.

Dev'essere una questione di quadro astrale. Credo si dica così quando i pianeti, in qualunque direzione vadano, finiscono comunque per andare a sbattere contro la luna. Protetti dalla luna. Lo sento dire spesso. Ariete: protetti dalla luna avrete soddisfazioni in amore. Gemelli: protetti dalla luna sarete raggiunti da una gradita sorpresa. Capricorno: protetti dalla luna bevete un altro po' di cognac, latte e aspirine e infilatevi nel letto a sudare tutta questa cazzo di fortuna! Protetto dalla luna. Forse la luna mi sta proteggendo un po' troppo e tutta questa fortuna dev'essermi venuta a noia.

Noia.

Luna.

Diciamo che la mia è solo luna. O noia.

Stanco.

Mi sento stanco. Stanco e stufo. Le persone mi stancano e mi stufano. I loro sorrisi. Ed i miei. Le loro parole e le mie. Le loro questioni, le loro storie, le loro vite, i racconti dei loro viaggi, i films che hanno visto, il lavoro che fanno, le cose che aspettano, quelle che temono, quelle che sperano, le loro vite. Le loro vite e la mia.

Stanco.

Fanculo l'arancia.

Il latte è freddo di frigo e non ho voglia di scaldarlo.

Le aspirine sono finite.

Il letto è sfatto.

Buono questo cognac.

Sudo.
 
P_MSG P_EMAIL Top
9 replies since 20/10/2009, 20:27
 
Reply

load
Fast reply

 
 
 

Enable emoticons
Clickable Smilies
Show All


Nickname:      Email:



 

 
 




Skin realizzata da Kirei di Forumfree