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Partiamo dall'autodeterminazione, fattore imprescindibile dell'esistenza umana. Premesso che ognuno vive le sue esperienze in modo personale, va da sè che sarà difficile stabilirere quale atteggiamento è il più accettabileal di fuori della coppia. Si è già detto che entrano in gioco mille aspetti determinanti quali interessi economici, convenzioni sociali, caratteri personali ecc. Condivido che dall'esterno nessuno può arrivare a capire le motivazioni che possono interrompere o meno una convivenza. Si possono solo supporre e questo vale per le varie Veroniche tradite.
Però, così come nel caso Marrazzo, se ci soffermiamo a valutare la componente dell'omosessualità, devo dire che questo va oltre.
Facciamo un esempio, la donna tradita per un'altra donna sa come difendersi, sa mettere in gioco tutta la sua femminilità ponendola al di sopra della sua umiliazione, del suo dolore, della violenza del suo rifiuto. Se lo ama, usa tutte le sue potenzialità, sexappeal se ne ha, capacità di far sentire il suo uomo più sicuro di sè in società, cambia il suo aspetto esteriore, insomma ci prova. Ma se questo uomo, per gusti suoi sessuali preferisce un altro uomo, deve arrendersi, almeno sul piano aspettative di amore.
Credo che dovrà considerare nel rapporto la sua estraneità ai fatti personali che riguardano il suo compagno, escludendo a priori il coinvolgimento sessuale, sempre per sua scelta. E per ultimo, stabilito il fatto che difficilmente si percepisce l'omosessalità a 50 anni, si dovrà interrogare sui motivi per i quali le ha taciuto questo "particolare".
Non so immaginare se c'è una compensazione a tutto questo. Vivere ogni giorno consapevole di.camminare sulle macerie di aspettative umane deluse e per giunta irrecuperabili, per me sarebbe un lento suicidio che nessun compenso potrebbe evitare.
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